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La Grecia ha bandito le navi delle Ong, riducendo drasticamente gli sbarchi di migranti

Mentre l'Italia non riesce a bloccate le navi delle Ong, la Grecia le ha bandite.

Roma, 23 mag – Il governo italiano ha introdotto dei provvedimenti per fermare i traghettamenti delle navi delle Ong ma, al momento, non si sono rivelati efficaci anche a causa dei tribunali che hanno annullato i fermi amministrativi nei confronti delle cosiddette «navi umanitarie». Dal primo gennaio al 30 aprile del 2024, gli immigrati sbarcati sono diminuiti del 62 per cento rispetto al medesimo periodo del 2023. Però ben il 33 per cento degli immigrati provenienti dalla rotta libica è stato traghettato in Italia dalle navi delle Ong. Quasi 3.000 immigrati che poi saranno mantenuti dai contribuenti italiani.

Mentre l’Italia non riesce a bloccare le navi delle Ong, la Grecia le ha da tempo messe al bando. «Sin dai primi giorni di governo, sia a livello di presidenza del consiglio sia nell’ambito delle dichiarazioni programmatiche governative, sono stati fissati i limiti di legittimità e il quadro di sicurezza nazionale entro cui le Ong operanti nel nostro Paese dovevano agire. Il ministero dell’Immigrazione e dell’Asilo, sulla base delle decisioni governative, ha fissato le norme per il funzionamento delle Ong e la creazione di un registro delle Ong», così il ministro Oikonomou aveva spiegato il blocco delle operazioni delle organizzazioni straniere in Grecia avviato nel 2019. Tali norme e il ritiro delle motovedette greche dalle acque internazionali hanno prodotto un drastico calo degli sbarchi, passati dai 59.726 immigrati del 2019 ai 9.714 del 2020.

In seguito alla stretta sull’immigrazione clandestina del governo ellenico, Sea Watch, Mare Liberum e altre due organizzazioni tedesche, Ffm (Forschungsgesellschaft Flucht und Migration) e Josoor, hanno dovuto lasciare le acque della Grecia. Nel 2020, le autorità di Atene hanno apertura di un’indagine per traffico di esseri umani nei confronti delle suddette Ong. Mentre era ancorata in un porto di Lesbo, nel settembre di quell’anno, la nave Mare Liberum ha subito una perquisizione a bordo dei funzionari della Guardia costiera e della polizia greca. Dopo aver individuato dei dispositivi ritenuti «illegali», le autorità hanno arrestato quattro membri della Ong. Questi verranno poi liberati in seguito all’intervento dell’Ambasciata tedesca. Le accuse delle autorità greche rivolte a 33 membri delle quattro Ong tedesche erano di traffico di esseri umani, spionaggio, associazione a delinquere, violazione di segreti di Stato e del codice dell’immigrazione. «Gli indagati avrebbero trasmesso informazioni ai trafficanti in Turchia sulle posizioni della Guardia costiera greca e sulle coordinate delle possibili zone di scarico al largo dell’isola di Lesbo», riportava il tedesco Ntv. In una nota, il ministro greco Eleftherios Oikonomou aveva dichiarato: “Questo è un caso molto grave che va oltre a una comune operazione di polizia, motivo per il quale i Servizi di sicurezza e l’Antiterrorismo hanno collaborato all’indagine”.

Ma dove sono finite le navi delle Ong bandite dalla Grecia? Ovviamente in Italia. Nel 2023, la nave Mare Liberum ha traslocato sulle coste italiane dove è stata ribattezzata Mare Go e ha iniziato a traghettare immigrati.

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Francesca Totolo: